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Il bilancio delle Holding non finanziarie: quale schema adottare e le implicazioni fiscali

Le società di partecipazione non finanziaria, o semplicemente holding non finanziarie, od holding industriali esercitano in via esclusiva o prevalente l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari e redigono il bilancio secondo le disposizioni del Codice civile integrate dai principi contabili.

Le precisazioni sullo schema di bilancio da adottare sono necessarie in quanto la diversa struttura dell’attivo patrimoniale delle società holding può determinare conseguenze di rilievo sul piano fiscale.

Sulla correttezza contabile, tra l’altro, si è espressa di recente l’Agenzia delle Entrate nel documento di prassi, risposta all’interpello n. 166/2022 dove, con riferimento al caso di specie oggetto di detto interpello, ha riaffermato la gerarchia tra contabilità e fisco, nonché la prevalenza del bilancio sul fisco per il principio di derivazione.

Seppure sia nota la regola che distingue i soggetti holding in due categorie:

  • soggetti che si qualificano ai fini fiscali come intermediari finanziari ai sensi dell’articolo 162-bis co. 1 lett. a) del TUIR, e redigono il bilancio secondo gli IFRS o secondo le disposizioni del D. Lgs. 136/2015;
  •  soggetti che si qualificano ai fini fiscali come società di partecipazione non finanziaria e assimilati ai sensi dell’articolo 162-bis co. 1 lett. c) del TUIR, e redigono il bilancio secondo il D. Lgs. 139/2015;

sul piano pratico emergono diversi dubbi interpretativi.

Puoi leggere l’articolo per intero su Fisco e Tasse, Vail al link Holding non finanziarie: il bilancio e le implicazioni fiscali – FISCOeTASSE.com

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