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Sulla responsabilità del Revisore alle frodi nella revisione di bilancio: casi esemplificativi.

 

La frode nella revisione di bilancio[1], sia nel caso di falsa informativa finanziaria che di appropriazione illecita di beni ed attività dell’impresa implica:

  • l’esistenza di incentivi pressioni a commetterla;
  • la percezione di un’occasione per perpetrarla;
  • la possibilità di giustificare l’atto.

In particolare[2]:

i. possono sussistere incentivi o pressioni a realizzare una falsa informativa finanziaria nei casi in cui la direzione è sottoposta a pressioni, interne o esterne all’impresa, per conseguire un obiettivo di redditività o un risultato finanziario atteso (e forse non realistico),  in particolare se le conseguenze per la direzione, derivanti dal mancato raggiungimento degli obiettivi economico-finanziari, possono essere significative. Analogamente, i singoli soggetti possono avere un incentivo all’appropriazione illecita quando vivono al di sopra dei propri mezzi;

ii. la percezione dell’occasione di commettere una frode può sussistere quando un soggetto ritiene che il controllo interno possa essere forzato, per esempio, nel caso in cui sia in una posizione di fiducia, oppure sia a conoscenza di specifiche carenze nel controllo interno;

iii. i singoli soggetti possono essere in grado di giustificare le azioni fraudolente commesse. Alcuni possono avere un’inclinazione, un carattere o un sistema di valori etici che consente loro di commettere coscientemente ed intenzionalmente azioni disoneste. Altri soggetti onesti possono commettere frodi in un ambiente che li sottopone ad un certo grado di pressioni.

Per leggere l’articolo per intero, segue il link Esemplificazioni di responsabilità e frodi nella revisione del bilancio – FISCOeTASSE.com

 

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